Prodotto tipico della Valle del Sarca, in
provincia di Trento.
La presenza di questo prodotto è antichissima
e segna l'esigenza di conservazione della carne, che
doveva mantenersi a lungo.
In altre zone del Trentino era consuetudine il processo
di affumicatura.
La carne bovina, generalmente la fesa di manzo, ripulita
e tagliata in pezzi compatti del peso di circa 1 o 2
chilogrammi viene posta in un apposito recipiente di
terracotta (pitàr) e messa in salamoia con spezie,
pepe nero, aglio, rosmarino, alloro, salvia, bacche
di ginepro, per circa 30-35 giorni.
Il tutto viene coperto con un peso.
Durante questo periodo la carne deve essere rigirata
tutti i giorni, avendo cura di portare in alto, e viceversa,
i pezzi bassi e di aggiungere, se necessario, del vino
bianco aromatico, al fine di evitare il rinsecchimento
della carne.
La conservazione viene fatta in luoghi freschi, a temperatura
costante, e non superiore ai 6-8 gradi.
Questa carne viene consumata tagliata a fette sottilissime,
sia cruda che cotta, accompagnata, in questo caso, da
fagioli borlotti lessati con olio extravergine di oliva
del Garda e cipolla tagliata finemente. |