È un insaccato tipicamente toscano,
così chiamato per i semi di finocchio aggiunti
all'impasto di puro suino che ne risulta piacevolmente
insaporito.
La carne grassa, costituita dal guanciale, viene triturata
finemente insieme a quella magra, quindi miscelata con
vino rosso, sale, pepe ed erbe aromatiche, infine insaccata
in budello cieco di manzo, spesso di notevoli dimensioni.
Durante la stagionatura, che dura pochi mesi, sul
budello si sviluppano muffe, facilmente asportabili.
Nella zona dell'Impruneta, nei pressi di Firenze, la
finocchiona viene anche chiamata "sbriciolona"
poiché deve risultare estremamente morbida, tanto
da sbriciolarsi al taglio, che deve essere eseguito
rigorosamente a mano.
In cucina non ha grandi impieghi, eccetto l'abbinamento
a verdure.
Può essere scaldata leggermente e quindi consumata
su fette di polenta grigliata.
Ne esistono oggi versioni più piccole, che si
presentano più compatte al taglio, dal gusto
ricco ma meno profumate. |