| Riconoscimento DOP: Reg. CE n.1263/96.
Si tratta di un prosciutto crudo stagionato nel comune
valdostano di Saint-Rhémy-en-Bosses, che si trova
a 1600 metri di altitudine.
Si ottiene dalla coscia di suini allevati, oltre che
in Valle d'Aosta, in Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia
e Veneto.
L'origine di questo prosciutto è antica: risale
infatti alla fine del XIV secolo.
Le caratteristiche organolettiche erano definite anche
dal tipo di alimentazione che i suini locali ricevevano
nel passato: dopo la stalla, i maiali seguivano le vacche
in alpeggio e mangiavano pastoni variegati, composti
da cerali, siero di montagna e scarti della lavorazione
della fontina.
Si procedeva quindi alla macellazione, all'asportazione
delle cosce e alla salatura. Venivano poi avvolte in
tela di juta e fatte stagionare per diciotto mesi, prima
nel fienile poi in cantina.
Il procedimento odierno prevede invece una salatura
fatta con sale misto a spezie, come aglio, salvia, rosmarino
ed erbe aromatiche di origine locale.
Così insaporite, le cosce rimangono in ambiente
fresco per quindici giorni.
Si procede poi alla lavatura, quindi si inizia la stagionatura
vera e propria: un anno in ambiente fresco e ventilato.
Il prosciutto avrà un gusto saporito, ma non
salato, molto profumato nel retrogusto, con tendenze
al selvatico. |