Per la sua produzione vengono impiegate
cosce di maiale sia italiane che estere.
Vengono utilizzati in genere i prosciutti crudi che
durante la stagionatura subiscono alterazioni oppure
le cosce dei suini macellati fuori stagione, e che quindi
non potrebbero essere utilizzate per ottenere prosciutti
crudi.
La qualità dei prosciutti cotti è legata
alla materia prima, alla composizione della salamoia,
alla tecnologia di lavorazione (temperatura tempi e
modalità di cottura).
Le cosce vengono disossate manualmente oppure meccanicamente.
Per prodotti di alta qualità, per i quali non
è prevista l'aggiunta di polifosfati, le ossa
vengono asportate mantenendo inalterata l'integrità
delle masse muscolari, secondo una tecnica detta a prosciutto
"chiuso".
Le ossa vengono invece asportate dalle cosce incidendo
le masse muscolari nella produzione di prosciutti di
qualità media, privi di polifosfati, o di qualità
bassa addizionati di polifosfati e caseinati.
Le carni vengono sottoposte a salagione a secco o in
salamoia oppure per iniezione nei vasi sanguigni tramite
siringatrice multiaghi.
La salamoia è una soluzione acquosa in cui sono
state disciolte sostanze quali: sale (per conferire
sapore al prodotto), aromi naturali (in genere rosmarino,
aglio, coriandolo, ginepro, macis, per esaltare il gusto),
glutammato (per esaltare la sapidità del prodotto),
polifosfati e caseinati (per trattenere l'acqua durante
la cottura: senza di essi il prodotto sarebbe stopposo);
nitrati e nitriti (inibiscono lo sviluppo dei microrganismi,
forniscono alla carne una colorazione rosato e migliorano
la sapidità del prodotto evitando che questo
assuma un gusto amaro) e acido L-ascorbico e zuccheri
(favoriscono l'azione degli altri additivi).
Le carni vengono quindi sottoposte a zangolatura (massaggio
vigoroso e prolungato - dalle 30 alle 70 ore - che favorisce
la distribuzione omogenea della salamoia nell'intera
massa muscolare e che facilita, durante la cottura,
la coesione tra i diversi muscoli e pezzi di carne.
Le carni vengono poi poste in appositi stampi di metallo
e pressate (con eventuale disaerazione) che dare al
prosciutto la forma finale.
La cottura avviene all'interno degli stampi di metallo
in forni a vapore oppure in acqua a 100 °C, per
un tempo pari a circa 1 ora per ogni Kg di prodotto.
Il prosciutto assume quindi definitivamente la forma
dello stampo, da cui verrà estratto, ripressato
e raffreddato a 0 °C per 24 ore.
Una volta raffreddato viene sottoposto a rifilatura
e tolettatura, ricoperto di una patina protettiva oleosa
o di paraffina, ed avviato al confezionamento sotto
vuoto e alla pastorizzazione.
Dal punto di vista commerciale distinguiamo: i prosciutti
con cotenna e grasso(in genere senza aggiunta di polisfati
e disossati manualmente) e i prosciutti sgrassati (formati
non dalla coscia intera, ma da diversi pezzi di carne
ricompattati in un'unica forma e generalmente addizionati
con polifosfati; vengono utilizzate carni di suini più
giovani). |