| E’
bene che lo studio dell’impaginazione della stesura
e della grafica di un menu sia preso in considerazione
per ogni singolo caso essendo ormai consuetudine dare
una veste originale e appropriata a seconda delle circostanze
e del tipo di ristorante.Il cartoncino potrà
essere di varia forma, spessore e colore in relazione
al tipo di colazione d’arredamento d’addobbo
floreale, della circostanza.
I caratteri più in uso sono:
stampatelo, corsivo, corsivo inglese, gotico, le lettere
maiuscole possono essere evidenziate con i caratteri
in neretto, tra le varie voci o portate, si stacca con
una spaziatura, o con piccoli caratteri, (asterischi,
stelline, viticci ecc.).
Non si spazia tra il piatto di carne,
e i suoi contorni, tra un piatto e la sua salsa, tra
una portata e la denominazione della sua guarnizione.
Solitamente non si antepone l’articolo alla denominazione
delle voci del menù, tranne il caso in cui si
voglia personalizzare la ricetta.è opportuno
l’uso di una terminologia comprensibile, preferendo
le denominazioni internazionali classiche, tranne naturalmente,
per il menù tipico della regione o di una determinata
zona dove possono comparire anche termini dialettali.
Quando si usa la terminologia francese
(codificata) è buona norma non alternarla con
voci in altra lingua o a traduzioni inopportune.
Evitare il più possibile terminologia
di fantasia che renda “misteriose” le caratteristiche
del piatto presentato.Evitare la ripetizione di nomi
di salse e nomi propri come del resto, se n’eviterà
l’uso in cucina.
Uso delle preposizioni nella denominazione
dei piatti: Al alla si usano se indicano una moda di
una regione uno stile, un modo di cottura o una salsa.
(gnocchi alla romana, bucatini all’amatriciana,
tournedos alla parigina, ecc).Al alla non si usano davanti
ai nomi propri: Tournedos rossini, sogliola colbert,
filetto principe orloff, ecc.
In si usa per indicare il contenitore di cottura: in
padella, in casseruola, ecc. o di guarnizione-salsa:
in gelatina, in crosta in bellavista, ecc.
I vini si indicano con l’esatta
D.O.C. o D.O.C.G..è utile indicare i vini pregiati
con la denominazione del produttore, del vigneto e dell’annata.
Non s’indicano (tranne che nella
carta dei vini e delle bevande l’acqua minerale,
salvo per motivi di sponsorizzazione, ugualmente è
in disuso la dicitura del caffè o moka come pure
“ carrello dei liquori” mentre è
simpatico e opportuno talvolta evidenziare l’aperitivo
usando la terminologia A.I.B.E.S. per i classici o se
il menu è personalizzato una piacevole allusione.
Si suole suddividere in tre categorie
la forma della stesura del menu:
CARTONCINO SINGOLO, CARTONCINO DOPPIO, COPERTINA CON
INSERTO.
CARTONCINO SINGOLO: usato genericamente
per un buffet, per una colazione di lavoro informale,
un banchetto per giovani.
Su di un lato s’indicherà in alto la denominazione
del ristorante, nella parte centrale la motivazione
della colazione in basso, la data.Sull’altra facciata
ci sarà la stesura del menu vero e proprio o
in caso di buffet dell’elenco delle vivande esposte:
seguirà in calce la lista dei vini.
CARTONCINO DOPPIO: elegante nella presentazione
di un menu fisso (a) di una table d’hote (b) di
una piccola carta (c):a) menu fisso: sulla prima pagina
del doppio cartoncino s’indica in alto il nome
o il monogramma dell’hotel e del ristorante, in
centro la motivazione (nozze comunione, meeting congresso)
in basso al centro la data.Nella seconda pagina si suole
indicare in alto il tipo di aperitivo, e in basso a
sinistra l’elenco dei vini in ordine cronologico
di servizio.In terza pagina il menu vero e proprio,
è molto importante la grafica di codesta pagina
che da prestigio e “presenta” ciò
che poi verrà gustato.La quarta pagina solitamente
è “in bianco” con il monogramma della
casa al centro.b) table b’hote: il tipo stesso
di menu indica un carattere più modesto anche
nella veste del cartoncino.Sulla prima pagina si evidenzierà
il nome dell’hotel o del ristorante e la data
giacché il menu si riferisce solo a quel giorno
specifico.In seconda e terza pagina il susseguirsi delle
portate (eventualmente in altre lingue se il ristorante
ha una clientela internazionale) e dei vini proposti.In
calce il prezzo (se il prezzo fisso è comprensivo
dell’intero menu) oppure alla destra d’ogni
voce il prezzo corrispondente.Specificare le voci extra
quali il coperto, il servizio, le bevande qualora il
prezzo fisso si riferisca alle sole vivande.
La quarta pagina solitamente è “in bianco”
con il monogramma della casa al centro.c) piccola carta:
la prima pagina, sarà occupata dallo stemma o
dal monogramma, non obbligatoriamente delle diciture
“menu” o “carta delle vivande, e il
nome della città”.In seconda pagina, in
alto a sinistra, quando rientra nella consuetudine del
ristorante, si può indicare “lo chef consiglia”
oppure “oggi la casa propone” e stilato
brevemente in table d’hote.Seguiranno suddivisi
a capitoli gli antipasti freddi e caldi, i primi piatti
(consommè creme zuppe risotti farinacei). I piatti
di mezzo, i piatti a base di pesce, i secondi di carne,
i contorni, i dessert (formaggi dolci gelati e frutta).
N.B. nei ristoranti di maggior prestigio
non s’indicano i contorni in quanto ogni secondo
piatto è accompagnato da un contorno predeterminato
dallo chef, cosi pure come non si elencano i formaggi
visto che al cliente si presenta il carrello con l’intero
assortimento.Non compariranno sul menu nemmeno i vini
visto che ad una carta si accompagna sempre quella relativa
ai vini. Anche per l’indicazione dei prezzi bisogna
precisare che essi seguono l’indicazione del piatto,
alla sua destra ma nei ristoranti più prestigiosi,
un solo menu reca stampati i prezzi quello che il maitre
porge al cliente che ospita e che presumibilmente pagherà
il conto, gli altri saranno “in bianco”.3)
le grand carte: è la forma più elegante
per la presentazione dell’assortimento delle vivande.
La copertina avrà la miglior
veste possibile dato che contribuisce al prestigio della
casa ed è oggetto del primo “colpo d’occhio”
del cliente.Il cartoncino rigido, lucido o satinato,
recherà in modo evidente il nome dell’hotel
o del ristorante, in centro in basso, come pure sull’ultima
pagina di copertina (retro), recherà il monogramma
della casa.All’interno ci sarà una seconda
copertina dove si ripeteranno la denominazione della
casa e una breve introduzione, un motto, o un invito
al cliente. Le pagine seguenti riporteranno i vari capitoli
del menu, possibilmente riuniti su di un unico foglio
per meglio essere evidenziati ed ogni voce (o Piatto)
recherà un breve sommario degli ingredienti ed
eventualmente, la traduzione nelle lingue più
opportune.I capitoli o argomenti principali in cui si
divide il menu tipo grand carte sono:
1) antipasti caldi e freddi
2) primi piatti (potages farinacei risotti)
3) piatti di mezzo o entrèes
4) secondi a base di pesce
5) secondi a base di carne
6) contorni (insalate e legumi)
7) formaggi
8) entremetes (dolci) freddi e caldi pasticceria gelati.
9) cucina di sala (eventuali lavorazioni alla lampada).
Per il discorso prezzi vale quanto
detto per la piccola carta, è consigliabile in
questi casi, distinguere i menu con un cordoncino reggi
pagine di diverso colore.
Le grand carte solitamente non reca
la table d’hote, ma qualora ce ne fosse la necessità
verrà inserita una doppia pagina (datata e prestampata)
al centra del fascicolo, non si riportano su questa
table d’hote le voci già inserite nel menu,
ma solitamente piatti nuovi e dagli ingredienti strettamente
di stagione per evidenziarne la freschezza (crostacei,
pesci, cacciagione, verdure, frutta ecc) e l’eccezionalità.Questo
tipo di carta non recherà mai la lista dei vini
che sarà presentata a parte dal sommelier.
Pianificazione del menu.Il successo
di un ristorante o di un pranzo dipende molto dalla
SCELTA e dalla STESURA del menu: alcune regole e consuetudini
le abbiamo gia accennate nella premessa ora invece si
richiama l’attenzione sulla pianificazione del
menu.
Per pianificazione s’intende l’adattamento
e la coordinazione dei menu secondo le diverse condizioni
ambientali, stagionali, di mercato, della clientela,
della diversa tipologia dei ristoranti e dei diversi
obiettivi della ristorazione, i due scopi determinanti
sono di offrire al cliente il miglior rapporto qualità
prezzo.Si possono perciò codificare alcune regole:
1) conoscenza approfondita della gastronomia
dell’enologia (regionale nazionale internazionale).
2) calcolo dettagliato dei costi della ricetta inserita
nel menu e dei vini relativi.
3) seguire costantemente l’offerta
del mercato all’ingrosso (carni pesci ortaggi
frutta ecc)4) soddisfare le esigenze del cliente secondo
le caratteristiche stagionali e ambientali.
5)verificare i tempi di preparazione
e la loro incidenza sui costi e sulla realizzazione
dei menu anche considerando la professionalità
di chi opera.
6) rispettare la ciclicità dei
menu
7) curare l’aspetto grafico del
menu e della carta dei vini, dando prestigio alla casa.
8) considerare ogni aspetto nutrizionale
(fisiologico, organolettico, dietetico ecc).
9) avere il gusto della ricerca di
nuovi piatti, scoprendo nuovi sapori e originali presentazioni,
considerando l’elemento “novità originalità”
come parte essenziale di un buon piatto.
10) il menu è il “biglietto di
presentazione” nello splendido mondo
dell’arte del ricevere, pertanto ha un ruolo primario
nella ricerca della perfezione, tra argenti e cristalli,
lini e addobbi floreali, luci, sapori buoquet... |