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PROSCIUTTO TOSCANO D.O.P.

 

Il Prosciutto Toscano nasce da una antica tradizione dei nostri agricoltori, che, nel periodo invernale, macellavano il maiale ingrassato con passione per un anno, trasformandolo in salumi destinati al consumo familiare. Questa operazione, che vedeva impegnata tutta la famiglia, magari aiutata dal macellaio del paese, diventava quasi una festa, in cui, genuinità, gusto e sapore, raggiungevano livelli di eccellenza. Poi, con l'incrementarsi degli allevamenti, si sono sviluppati centri di trasformazione artigianali e piccolo industriali che, nel rispetto delle antiche tecniche di lavorazione, hanno mantenuto le tradizionali caratteristiche del prodotto. Negli ultimi decenni si è assistito all'introduzione di prosciutti, prevalentemente di origine estera, che di toscano avevano solo l'impepatura esterna, e che, giocando la carta del prezzo apparentemente conveniente, derivante da materie prime scadenti e da tecniche di stagionatura disinvolte, rischiavano di compromettere il buon nome della nostra produzione. Per questo, dal 1990, si è costituito un Consorzio fra i produttori toscani, con il preciso scopo di tutelare la qualità del prosciutto toscano, quale prodotto di primaria importanza derivante dalla lavorazione di suini aventi ristretta origine genetica e geografica. La Comunità Europea, nel 1996, ha finalmente riconosciuto al Prosciutto Toscano la Denominazione di Origine Protetta, per cui, da allora, può fregiarsi di tale nome, solo il prosciutto prodotto in Toscana, seguendo le regole dettate dal Disciplinare di Produzione che prevede: provenienza delle cosce da suini nati e ingrassati in Toscana e nelle altre regioni del centro-nord Italia, come per gli altri prosciutti a denominazione di origine protetta Parma e San Daniele; provenienza dei suini da allevamenti controllati sia per la genetica che per l'alimentazione, da Istituti appositamente costituiti; età minima dei suini 9 mesi, peso minimo Kg.145, peso minimo del prosciutto fresco Kg.11; ogni suino, su ambedue le cosce, entro 30 giorni dalla nascita, deve essere tatuato con la sigla della provincia, il numero dell'allevatore ed una lettera indicante il mese di nascita; ogni partita di suini deve essere accompagnata dal certificato dell'allevatore che si assume la responsabilità del rispetto del disciplinare ed ogni partita di prosciutti deve essere accompagnata dalla certificazione del macellatore che conferma quanto dichiarato dall'allevatore apponendo il proprio timbro su ogni coscia; possono essere utilizzate solo cosce fresche, mai congelate; la salatura è a secco, con l'utilizzo di sale marino, pepe e aromi naturali di origine vegetale, quali aglio, rosmarino, ginepro etc.; al momento della salatura ad ogni prosciutto viene applicato un sigillo non asportabile indicante il mese di inizio stagionatura; per ogni partita messa in lavorazione ogni produttore deve redigere un documento, che, accompagnato dalla certificazione del macellatore, previa registrazione su apposito registro, deve trasmettere all'organismo di controllo per i necessari controlli e riscontri; la stagionatura dura un anno e solo dopo tale periodo, previo controllo a campione e periodiche analisi, l'organismo di controllo appone il marchio a fuoco attestante la conformità delle caratteristiche chimiche, fisiche ed organolettiche del prodotto, nonché il rispetto, da parte del produttore, di tutte le regole dettate dal Disciplinare di Produzione.

Formato (Kg): 10 circa

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