... a cui mandai in dono
una copia del mio libro di cucina, terza edizione:
On. Signor mio,
Ella non può immaginare che gradita sorpresa
mi abbia fatto il suo volume, dove si compiacque
di ricordarmi! Io sono stato e sono uno degli apostoli
più ferventi ed antichi dell'opera sua che
ho trovato la migliore, la più pratica, e
la più bella, non dico di tutte le italiane
che sono vere birbonate, ma anche delle straniere.
Ricorda Ella il Vialardi che fa testo in Piemonte?
«GRILLO' ABBRAGIATO. - La volaglia spennata
si abbrustia, non si sboglienta, ma la longia di
bue piccata di trifola cesellata e di giambone,
si ruola a forma di valigia in una braciera con
butirro. Umiditela soventemente con grassa e sgorgate
e imbianchite due animelle e fatene una farcia da
chenelle grosse un turacciolo, da bordare la longia.
Cotta che sia, giusta di sale, verniciatela con
salsa di tomatiche ridotta spessa da velare e, fate
per guarnitura una macedonia di mellonetti e zuccotti
e servite in terrina ben caldo».
Non è nel libro, ma i termini ci sono tutti.
Quanto agli altri Re dei
Cuochi, Regina delle Cuoche ed altre maestà
culinarie, non abbiamo che traduzioni dal francese
o compilazioni sgangherate. Per trovare una ricetta
pratica e adatta per una famiglia bisogna andare
a tentone, indovinare, sbagliare. Quindi benedetto
l'Artusi!
E' un coro questo, un coro che le viene di Romagna,
dove ho predicato con vero entusiasmo il suo volume.
Da ogni parte me ne vennero elogi. Un mio caro
parente mi scriveva: «Finalmente abbiamo
un libro di cucina e non di cannibalismo perché
tutti gli altri dicono: prendete il vostro fegato,
tagliatelo a fette, ecc.» e mi ringraziava.
Avevo anch'io l'idea di fare un libro di cucina
da mettere nei manuali dell'Hoepli. Avrei voluto
fare un libro, come si dice di volgarizzazione;
ma un poco il tempo mi mancò, un poco ragioni
di bilancio mi rendevano difficile la parte sperimentale
e finalmente venne il suo libro che mi scoraggiò
affatto. L'idea mi passò, ma mi è
rimasta una discreta collezione di libri di cucina
che fa bella mostra di sé in uno scaffale
della sala da pranzo. La prima edizione del suo
libro, rilegata, interfogliata, ed arricchita
(?) di parecchie ricette, vi ha il posto d'onore.
La seconda serve alla consultazione quotidiana
e la terza ruberà ora il posto d'onore
alla prima perché superba dell'autografo
dell'Autore.
Così, come Ella vede, da un pezzo conosco,
stimo e consiglio l'opera sua ed Ella intenda
perciò con che vivissimo piacere abbia
accolto l'esemplare cortesemente inviatomi. Prima
il mio stomaco solo provava una doverosa riconoscenza
verso di Lei; ora allo stomaco si aggiunge l'animo.
E' perciò, Egregio Signore, che rendendole
vivissime grazie del dono e della cortesia, mi
onoro di rassegnarmi colla dovuta gratitudine
e stima. |