| Preparazione: nonostante le mille varianti
e i piccoli segreti che ogni cascinale serba gelosamente, possiamo
ricondurre la ciapilaia a tre ricette fondamentali. La prima
(che proviene da Lobbi) consiste in carne di cavallo (sostituibile
a quella di manzo) «ciapilaia» al coltello e messa
in infusione per un'ora e mezza in vino rosso robusto.
Si aggiungono quindi pepe in grani e aglio. Si mettono a
rosolare in padella abbondanti cipolle in poco olio, appena
le cipolle sono morbide si aggiunge la carne togliendo pepe
e aglio.
La cottura deve limitarsi a pochi minuti. Non meno interessante,
aromatica, meno aggressiva per la mancanza di vino è
questa ricetta che proviene da Litta.
Prendere un pezzo di polpa di cavallo, tritarlo al coltello
sino a ridurlo in poltiglia. Ripetere la stessa operazione
con un bel pezzo di lardo salato.
Tritare molto aglio con sale grosso e un rametto di rosmarino.
Mettere a cuocere il lardo e, appena questo è fuso,
la carne preventivamente impastata con il trito di aglio e
rosmarino.
Non appena la carne avrà preso colore (5 o 6 minuti),
ritirare dal fuoco e mettere sopra ad una polenta fumante.
N.B.: Si può mettere un ramo di alloro nella carne;
profumo dominante dovrà essere quello dell'abbondante
aglio.
Ed ecco infine una terza versione di ciapilaia, piuttosto
differente che proviene da Spinetta Marengo e che suscita
critiche ed indignazione in alcuni anziani pensionati intervistati
a Mandrogne.
Tagliare col coltello, sino quasi a tritarli, 500 grammi
di collo di cavallo oppure tritarli a macchina col disco a
fori grossi senza ripassarli una seconda volta: ciò
renderebbe la carne più asciutta e meno gustosa.
Mettere la carne in una terrina con un trito finissimo di
2 coste di sedano, 1 carota, una cipolla e 3 o 4 spicchi d'aglio.
Aggiungere 2 chiodi di garofano, un ramo di salvia, 2 rami
di rosmarino, 3 o 4 foglie d'alloro, 2 peperoncini interi
piccanti. Coprire con una bottiglia di vino Barbera molto
robusto o una bottiglia di Barbaresco.
Lasciare in infusione in frigorifero per almeno una notte.
Prèparare un soffritto con 2 cipolle tritate finissime
e fate appassire in 3 cucchiai d'olio 50 grammi di burro,
che potrete sostituire, se di vostro gradimento, con lo strutto
o il lardo tritato.
Dopo una stufatura della cipolla protratta a fuoco dolcissimo
per un'oretta, aggiungete la carne privata degli aromi e ben
sgocciolata in un colino o colapasta. Alzate la fiamma e fate
asciugare e rosolare bene la carne. Mettete un cucchiaino
di estratto di carne e salate. Aggiungete il vino di infusione,
coprite il tegame (che consigliamo di terra dotato di coperchio
ermetico) e fate cuocere a fuoco bassissimo per circa tre
ore. Preparate inoltre una polenta che servirete fumante con
questo saporitissimo intingolo.
Questo piatto si presta a molti servizi: infatti con la ciapilaia
potrete condire dei tagliolini di pasta fatta in casa o servirla
con delle patate lesse o con un ricco purè di patate
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