Le
specie di questa famiglia sono tutte molto somiglianti
tra loro
Il cefalo calamita è caratterizzato dalla parte
anteriore della testa appiattita anche inferiormente.
Differisce da Mugil saliens e da Mugil auratus per avere
l'occhio spostato più in avanti nella testa, in
modo che lo spazio post-orbitario è relativamente
più lungo.
Le squame sono più ruvide e più grandi di
quelle del Mugil auratus. Le pinne pettorali sono più
tondeggianti e appena più corte che nelle altre
due specie e alla loro base esiste quasi sempre una macchia
nera.
La colorazione è somigliante a quella delle specie
congeneri. Il dorso è azzurro ardesia i fianchi
sono solcati da strisce longitudinali. La parte ventrale
è bianca argentea. Sull'opercolo esiste una macchia
dorata a contorni indecisi, bordata sia anteriormente
che posteriormente da un alone scuro. Quasi sempre esiste
una macchia nera alla base delle pettorali che non si
riscontra in M. auratus e in M. sahens. Le pinne sono
grigiastre.
E' un pesce eurialino che vive bene nelle acque salmastre
e in quelle dolci, da cui scende al mare nel periodo della
riproduzione. Entra nelle lagune venete nel mese di febbraio
e preferisce i canali fondi ed i gorghi. Nei fiumi in
inverno si riunisce in grandi branchi che si disperdono
poi in primavera.
Esemplari con uova mature si trovano già nel mese
di ottobre e la riproduzione avviene nei mesi invernali
fino al gennaio, in mare. Le uova sono galleggianti, sferiche
e gli stadi larvali, post-larvali e giovanili hanno abitudini
pelagiche.
Si alimenta di microrganismi e di ogni genere di sostanze
organiche sia viventi che in stato di decomposizione,
specie quelle che si trovano nel fango. In primavera si
nutre anche di germogli di alghe.
Abbocca all'amo e nel Veneto l'esca più adatta
è formata da vermi fatti morire immergendoli nell'aceto.
Nei fiumi quando è in grossi branchi non morde
agli ami.
Raggiunge le dimensioni di 60 cm. di lunghezza.
Si trova in tutto il Mediterraneo. |
|